La fattura elettronica è ormai a regime e, dopo molte perplessità iniziali, si può affermare che sia un passo avanti non solo tecnologico. Gestire il “fine mese” con gli strumenti necessari per emettere e ricevere fatture elettroniche è diventato molto più agevole, perché tutto è centralizzato e quindi le procedure per rintracciare le fatture passive e registrarle sono diventate molto più lineari e veloci.

Idealmente chi si occupa di contabilità in azienda, dal reparto amministrativo di una grande azienda fino al professionista che deve fare tutto da solo, utilizza un solo software dove può emettere le fatture attive e vedere tutte le fatture passive che ha ricevuto attraverso lo SDI. Chiaramente ci sono delle eccezioni, come le fatture passive ricevute da soggetti in regime forfettario o provenienti dall’estero, ma rispetto al passato è veramente diventato tutto più semplice e il rischio di dimenticarsi una fattura e doverla registrare il mese successivo è decisamente diminuito.

Dal 1 gennaio 2020 occhio alla data di ricezione dallo SDI delle fatture elettroniche passive

A inizio mese è quindi diventato molto più veloce “chiudere l’IVA” del mese precedente, ma ci ha pensato il legislatore a imporre di rimandare di un mese la detraibilità di alcune fatture. Nel 2019, con il regime della fatturazione elettronica già attivo, faceva sempre fede la data di emissione della fattura per determinare quale fosse il mese di competenza per l’IVA a credito da portare in detrazione. Dal 1 gennaio 2020 invece è necessario prendere in considerazione la data di ricezione delle fatture passive dallo SDI, il sistema di interscambio delle fatture elettroniche dell’Agenzia delle Entrate. Come abbiamo scritto più volte su Edge9, la legge prevede che una fattura possa essere spedita allo SDI fino a 12 giorni dopo la data di emissione, quindi è assolutamente lecito inviare allo SDI il 10 febbraio, tanto per fare un esempio, una fattura datata 31 gennaio. Quindi il cliente riceverà dallo SDI quella fattura il mese successivo alla data di emissione e sarà costretto a conteggiare l’IVA a credito in quel mese.

La norma si applica esclusivamente alle fatture passive, mentre per quelle attive continuerà a valere la data di emissione. Quindi l’imposizione legata all’IVA a debito delle fatture attive di un fornitore continuerà a essere di competenza del mese in cui la fattura viene emessa, mentre in diversi casi, per i clienti che ricevono quella stessa fattura, se inviata allo SDI nel mese successivo, il corrispettivo importo potrà essere portato a detrazione dell’IVA da pagare nel mese successivo. 

Il “razionale” dietro questa differenziazione di trattamento fra fatture attive e passive va ricercato nel Dpr 633/1972, rafforzato dall’aggiornamento incluso nella circolare 17/1/2018, n. 1/E dell’Agenzia delle Entrate e infine dal Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020. Il principio già presente nel Dpr del 1972 fa coincidere il momento della detraibilità con quello del possesso fisico e materiale della fattura. Con l’entrata in vigore della normativa sulla fatturazione elettronica, il “possesso” della fattura si verifica solo ed esclusivamente quando viene ricevuta dallo SDI, non contano eventuali copie di cortesia anticipate al cliente e, di conseguenza, l’obbligo di individuare la competenza della detraibilità nella data di ricezione e non di emissione. Seguendo lo stesso principio, le fatture attive sono per definizione in “possesso” di chi le emette e quindi non diventa necessario posticiparle al mese di invio.

Vista la disparità di trattamento delle fatture attive e passive sembra che l’intento del legislatore sia proprio di creare questo sfasamento temporale fra imposizione e detrazione, che visti i numeri in gioco, porterà un oggettivo vantaggio finanziario per l’Agenzia delle Entrate. Il nostro sospetto è confermato dal fatto che a livello europeo questa procedura è in fase di studio per valutarne la congruità. Staremo a vedere se nei prossimi mesi cambierà qualcosa, ma nel frattempo occhio alla data di ricezione delle fatture passive.

 

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